La sera Leoni








È inevitabile: al debutto del mio ultimo anno da quarantenne mi tocca fare un bilancio, anche solo approssimativo.
Dicono che quelli nati sotto il segno del Leone siano determinati, ma gentili, che non amino vincere con facilità, perché preferiscono la conquista. Che amino essere apprezzati e che siano dirigenti nati. In soldoni: sono rompicoglioni, ma in fondo gli basta poco per essere felici. Il mio compleanno è il 30 luglio, quindi più Leone di me c’è solo Simba, e devo ammettere che le caratteristiche elencate mi calzano come un paio di Birkenstock. 

Ho iniziato la mia carriera di mamma vent’anni fa con un trauma enorme, che mi ha abbattuto, sconcertato, annientato, sconfitto. Per un bel po’ di tempo per me sarebbe stato più facile schiantarmi contro un muro a duecentotrenta all’ora. Avere un figlio così diverso come Luca, d’altronde, richiede anni di introspezione e di solitudine. Alla fine diventa una sfida: come si fa ad affrontare la certezza di una vita estremamente complessa in modo positivo, addirittura costruttivo? Come si fa a mantenere la forza di alzarsi la mattina dopo vent’anni che si ha a che fare con un figlio che avrà per sempre tre anni? Me lo sono chiesta per anni, ma poi dietro tutte queste diagnosi paurose spunta sempre il viso dolce di Luca, che è particolarmente felice, sempre affettuoso, fiero di essere quello che è e non posso fare altro che sorridere, a volte ridere, posso solo accoglierlo a braccia aperte e amarlo come nessun altro al mondo. Noi Leoni, si dice, non amiamo vincere con facilità, preferiamo la conquista.

Mi sono conquistata, inciampandoci per caso, una sorta di carriera, che anche se mi paga solo le sigarette, mi riempie di soddisfazioni, mi sfida sempre e mi strappa dalla buia prigionia dell’essere soltanto una mamma. Mi fa sentire apprezzata, caratteristica di noi Leoni a cui piace, ammettiamolo, essere protagonisti.

Infine, mi sono conquistata, a botte di litigate, di crisi, di silenzi e di incomprensioni, un compagno di vita straordinario, che mi supporta quando serve, ma mi fa anche ridere, mi fa ragionare e mi fa sentire una persona speciale. Non è stata una conquista facile neanche questa, ma d’altronde si sa, noi Leoni prendiamo la strada più tortuosa, altrimenti saremmo nati a marzo, no? Mi ha fatto capire, Dan, che sono rompicoglioni come pochissime persone al mondo, ma in fondo mi basta poco per essere felice.

Da brava leonessa, mi batto il petto fiera, guardando dall'alto della montagna tutti i luccichii delle cose belle, cercando di non pensare a tutte le volte che invece non sono riuscita a conquistare quella leggerezza dell’anima che mi sembra abbiano tutti tranne me. Vorrei riuscire a conquistare le mie ansie, le mie tredicimila paure, riuscire a vedere uno scorcio di serenità all’orizzonte, ma per ora sono ancora qui, arenata in una melma di dubbi e insicurezze. Perché la descrizione su Google non lo dice, ma la sera siamo leoni, il giorno pecorelle, come ci diceva mia mamma per non dire parolacce.

Comunque pare che i cinquanta siano da urlo. 
Non ho che da aspettare ancora un po’.





2 commenti:

  1. A una splendida leonessa...
    Auguri in ritardo ma con il cuore!!!
    Stefy

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  2. Anche se molto in ritardo: buon compleanno e complimenti per questo tuo spazio che visiterò di nuovo.
    sinforosa

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